Materiale

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Quando parliamo di amministrazione digitale intendiamo l’adozione estesa e integrale di tecnologie informatiche. Nuove modo di organizzare e pensare la pubblica amministrazione usando canali digitali per andare a interagire con i propri utenti. Su questo punto abbiamo come normativa sia documenti programmatici che norme concrete con norme attuative di questi documenti programmatici. La loro importanza deriva dal fatto che ci sia una consapevolezza acquisita di andare in una determinata direzione e la digitalizzazione della amministrazione ha senso se la si fa pensandoci prima. Non facendo una cosa mano a mano, ma avendo una strategia con obiettivo che posso raggiungere in maniera coordinata. Ho documenti che sono utili anche se non immediatamente applicabili. Il primo è sicuramente l’agenda digitale italiana, in vigore dal 2012 che sostanzialmente ci dice di modernizzare i rapporti tra amministrazione e cittadini arrivando ad una progressiva digitalizzazione in maniera coordinata tra le varie amministrazioni. Dal 2016 la legge ha prevista che venga adottato un piano triennale dell’informatica nella pubblica amministrazione. Avremmo anche dei ministeri senza portafoglio, che sono praticamente una estensione della presidenza del consiglio e non sono a bilancio. L’innovazione teconlogica è in mano alla presidenza del consiglio che però per la complessità del tema ha designato un ministro per l’innovazione tecnologica. Ci dice quali siano le priorità e le linee guida ed obiettivi che si vogliono perseguire con anche le operazioni da fare per raggiungere determinati obiettivi. Il piano è triennale per dare spazio ad un suo progressivo adeguamento (al momento Borrelli).

Il PNRR insiste molto sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione e molte misure previste sono di investimento per implementare questo percorso di digitalizzazione della amministrazione pubblica. Documento programmatico fino ad un certo punto, con fase attuativa. Se dalle norme programmatiche passiamo a quelle precettive il testo fondamentale è: codice dell’amministrazione digitale (dlgs 82 del 2005). Incontrato come uno dei principali interventi normativi che testimoniano il progressivo interesse della scienza giuridica nella informatizzazione. A chi si applica e dove si applica il codice? Solitamente nel primo o secondo articolo troviamo i soggetti interessati. Si applica alle pubbliche amministrazione come definito da decreto 65 del 2001. Quando parliamo di pubbliche amministrazioni si richiama quel testo normativo: testo unico del pubblico impiego. Ci rientrano dentro tutte le amministrazioni dello stato, centrali e decentralizzate, sia amministrazioni autonome (anti trust, agcom, agid, camere di commercio, università, autorità portuali) , ci sono dentro anche regioni e province. Abbiamo anche autorità a carattere nazionale che sono indipendenti dal ministero e la legge da a lor un certo budget e determinate funzioni e chi è posto a capo fa si che si raggiungano determinati obiettivi:

Il codice PA si applica a società che offrono servizi pubblici, vedi la RAI. Alcune cose si applicano tranquillamente anche ai privati, come il riconoscimento della firma elettronica.

Ambito di applicazione oggettivo

Il codice non si applica in materia di ordine e sicurezza pubblica, difesa, polizia giudiziaria ed economico finanziaria, consultazioni elettorali e protezione civile.


[28-03-2023]

Lo stato dovrebbe garantire l’amministrazione digitale (sia in termini di amministrazione interna che non) → si assicura la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell’informazione in modalità digitale. E’ una norma di principio, ci dice solamente quale sarebbe il criterio ispiratore a cui rifarsi. Troviamo anche degli articoli più avanti in cui vediamo come l’amministrazione si organizza secondo il criterio del digital first → digitale come canale normale, per la comunicazione e la gestione. Intanto i documenti amministrativi dovrebbero essere solamente informatici (art 40). Anche il procedimento amministrativo deve essere svolto usando le tecnologie: che cosa è un procedimento? insieme di attività che hanno uno scopo → definizione di un procedimento e ci sono una serie di operazione che vengono eseguite sequenzialmente, prima di passare alla seconda bisogna terminare la prima. Un procedimento ha 4 fasi:

  1. Iniziativa: d’ufficio (quando l’amministrazione decide da sola), oppure ad istanza di parte (procedimento inizia perché qualcuno lo richiede)
  2. Abbiamo anche una fase istruttoria in cui si acquisiscono i dati che possono servire al procedimento.
  3. Fase decisionale: quando viene assunta la decisione finale e adotto il provvedimento
  4. Fase integrativa dell’efficacia: il provvedimento c’è già ma non è ancora efficace e non esplica ancora i suoi effetti. Diventa efficace quando viene perfezionato anche l’ultimo passaggio.

Al tempo il fascicolo era proprio un raccoglitore cartaceo, in cui raccoglievo tutti i documenti che riguardano un determinato procedimento. Ad oggi sarebbe bene che questo venga fatto in modalità digitale. Molto interessante come nel 2016 (modifica del codice del 2005, riforma badia, promotrice di questa iniziativa), si introduce la “carta della cittadinanza digitale”. Ci sta dando l’idea del salto culturale che è stato fatto. L’articolo con cui si apre è stato già visto nella parte di diritto di accesso ad internet ed è l’articolo 3 del codice dell’amministrazione digitale: il cittadino ha il diritto di utilizzare canali digitali. Non si può costringere il cittadino ad andare negli uffici della amministrazione o consegnare in cartaceo determinate cose. I cittadini devono avere il diritto di avere dei servizi in formato digitale. Abbiamo anche l’articolo 8 dell’amministrazione digitale: dobbiamo andare ad alfabetizzare digitalmente i cittadini.

Articolo 13 che si rivolge ai funzionari amministrativi: oltre a formare i cittadini dobbiamo andare a formare i dipendenti e c’è un obbligo per offrire strumenti formativi informatici di vario tipo. C’è anche il reclutamento in cui sono valutate le competenze di questa natura. Si aggiunge l’articolo XIII bis, del 2016, in cui ci dice che è importante avere la connessione e le pubbliche amministrazione devono favorire questo negli uffici pubblici. In alcuni settori la disponibilità della connessione è estremamente rilevante la connessione. Da qui discendono una serie di conseguenze: